Traduzione in Italiano Post #12 – Primo Appuntamento Psichiatrico

(for English version see below)


O forse dovrei dire, categorizzazione dettagliata del soggetto difettivo. Mi sono sentita sotto scrutinio non appena ho varcato la soglia del suo ufficio. Un giovane medico, riccio e quattr’occhi, uno dei migliori nel settore, mi osservava con sguardo saccente, cercando da subito indizi per inserirmi in una delle sue organizzatissime cartelle di categorie malati. ‘Lei parla sempre così veloce?’; ‘sicura di aver dormito questa notte?’ (grazie, mi fa piacere sapere di avere la faccia sconvolta); ‘lei gesticola e si agita molto, mi sembra nervosa’. Se i pensieri fossero tangibili sono certa che lettere della parola IPOMANIA gli uscirebbero dalle orecchie.

Se mi domandate quale contributo abbia avuto questo incontro nel mio percorso di crescita personale la risposta, molto sinceramente, è nessuno. Ha semplicemente svuotato considerevolmente il portafogli dei miei genitori e rievocato quella macchinosa immagine di me stessa come schiava di questa società capitalista: quell’ immagine da cui cerco così tanto di distaccarmi. Mi continuo a domandare quanta sia l’importanza di parole come ‘stato dissociativo’ e ‘distimia’ nell’aiutare le persone a vivere meglio con se stesse. Il mio nuovo amico dottore so-tutto-io direbbe certamente che sia fondamentale, per poter specificare oggettivamente i malfunzionamenti di chi soffre di instabilità mentale.

Da un punto di vista di paziente e di essere umano socialmente interessato, ho tre parole da dire a riguardo: OGGETTIVAMENTE STO CAZZO. Non esistono caratteristiche interamente oggettive quando si contrastano diverse personalità. Quello che avrei molto voluto domandare a questo psichiatra è: come fa ad esser certo che parlare veloce sia un segno evidente di uno stato di iperattività? Mi ha incontrato per la prima volta dieci minuti fa: è così assurdo pensare che io abbia forse una personalità un po’ vivace? O che forse, dato che abbiamo solo sessanta minuti, anche piuttosto costosi, insieme ed io ho molte cose da dirle, io non sia minimamente inclinata a parlare lentamente solo per evitare i suoi presuntuosi giudizi?

Il suo metodo diagnostico, caro dottore, è così prevedibile che io, che non ho mai studiato medicina o psichiatria, intuisco ciò che sta per dire prima ancora che lei apra quella sua boccuccia insolente. Per non parlare di quanto io trovi insultante il fatto che lei mi venda informazioni del tipo ‘il bipolarismo è una malattia di base genetica’ con la certezza assoluta di uno che ha capito ogni segreto dell’universo. Sono la prima a pensare che i geni contribuiscano in parte alla personalità ma, se non lo sa la scienza con certezza, non lo sa neanche lei. Chi crede di essere per proclamarlo con tale convinzione?

Io comprendo l’importanza di strumenti diagnostici nell’ ambito della psichiatria, e so bene che esiste una significativa ricorrenza di tendenze e comportamenti in chi soffre di simili disturbi psichiatrici. Quello che non comprendo affatto, è la fede più assoluta che vien data alla scrupolosa categorizzazione dei pazienti, che sono, a mio avviso e credo quello di chiunque altro, in primis degli esseri umani. Non lo ritengo solo presuntuoso, ma del tutto illogico e irrazionale. Solo perché a un individuo è stato diagnosticato un disturbo bipolare e in un particolare momento capita che questi stia parlando rapidamente, non implica automaticamente che stia un una fase ipomaniacale.

C’è una linea molto sottile tra l’utilizzo di criteri diagnostici come uno strumento per capire e affrontare negli difficoltà individuale, e l’ utilizzare i suddetti criteri per costruire l’immagine di un individuo tutto nuovo, sul quale si può lavorare facilmente seguendo il proprio manualetto di sapere acquisito. E’ la stessa logica per cui, nonostante si utilizzino modelli microeconomici per semplificare e capire il comportamento del consumatore, non significa necessariamente che se questi vengono applicati al mondo reale, conducano a risultati accurati. La realtà è più complessa dei modelli teorici. Le persone, le interazioni sociali, le attività emotive e le funzioni cerebrali, riguardo le quali anche la Neuroscienza è alle prime armi, sono estremamente più complesse.
Non sono un esperta in campo, nonostante abbia fatto una sostanziosa quantità di ricerca riguardo le cause di disturbi mentali ed il dibattito natura-cultura. Mi ritengo tuttavia una mente critica ad aperta, che è particolarmente suscettibile a generalizzazioni e disinteresse. Proprio come reputo patetici coloro che si aggrappano fanaticamente alle loro credenze, religioni ed ideali di veduta ristretta, così trovo ridicolo ed arrogante che pionieri di una disciplina ancora così incerta ed inesplorate, si ritraggano come profeti di verità assolute.